Bollati Borlinghieri, € 18
"Il modo in cui gli oggetti vengono tramandati è pura narrazione. Ti lascio questo perché ti voglio bene. Oppure perché qualcun altro lo ha lasciato a me. Perché l'ho comprato in un luogo speciale. Perché te ne prenderai cura. Perché ti complicherà la vita. Perché farà schiattare d'invidia il tale o il tal altro. Le eredità non sono mai banali."
"A volte la realtà supera davvero il romanzo" questo è quello che si pensa addentrandosi nell'incredibile storia della famiglia del celebre ceramista inglese Edmund de Waal, ovvero gli Ephrussi. Una grande, ricchissima famiglia di banchieri ebrei i cui componenti nell'Ottocento partendo da Odessa faranno fortuna a Parigi, a Vienna e in mezza Europa prima che la marea nazista spazzi via tutto.
Protagonisti di questa avvincente saga familiare - vera e scrupolosamente documentata - non sono solo il colto e raffinato Charles Ephrussi, amico/mecenate dei maestri dell'Impressionismo e figura ispiratrice per lo Swann proustiano, o il bibliofilo Viktor e la sua elegantissima moglie Emmy, ma sono soprattutto i 264 piccoli capolavori di legno di bosso e avorio, i 264 netsuke giapponesi, che de Waal riceve in eredità alla morte dell'amato prozio Iggie.
E' proprio per scoprire attraverso quali strane vie questi preziosi oggetti - la lepre dagli occhi d'ambra, la tigre dal manto striato, i minuscoli topini, la nespola - siano potuti arrivare dal Giappone del XVIII secolo nella sua casa di Londra attraversando indenni due guerre mondiali che l'autore inizia questo viaggio che lo porterà a vagabondare per due anni nei luoghi che hanno visto l'ascesa e la terribile caduta dei suoi antenati.
Un libro che non è un romanzo ma piuttosto un passaporto che consente al lettore un affascinante viaggio nella storia dell'ultimo secolo e mezzo tra arte, cultura, mondanità e, purtroppo, crudeltà. Una riflessione su temi universali come la memoria, la famiglia, il senso dell'arte nella vita e al tempo stesso il memoir personalissimo di un talentuoso artista alla ricerca delle proprie radici storiche.