Iperborea, € 16,50
C'è un Lupo Solitario che si aggira tra le fredde strade di Bergen in Norvegia, ha una pelliccia meno vistosa di quanto ci si aspetti, una spiccata propensione per l'acquavite, si sposta su una Mini scassata a cui è molto affezionato e di professione fa il detective privato. Varg Veum - in norvegese arcaico "lupo nel luogo sacro, lupo solitaro" - è il Philip Marlowe che viene dal freddo, un uomo con alle spalle troppe cose, troppe persone e decisamente troppe delusioni. Disincantato e malinconico, certo, ma con un' (auto) ironia che lo rende irresistibile.
In questo secondo episodio della lunga serie che lo vede protagonista - e che ci auguriamo Iperborea pubblichi per intero - il caso di un bambino che lo assume con il compito di ritrovargli la bicicletta scomparsa è solo il punto di partenza di un'indagine che diverrà via via più intricata e violenta.
Staalesen, come nella migliore tradizione noir, utilizza questa vicenda come pretesto per condurre Varg, e noi insieme a lui, in un travagliato viaggio nell'animo e nel cuore dei personaggi, sullo sfondo di una Bergen periferica e degradata lontana dalle pulite immagini da cartolina a cui siamo abituati e che è invece molto più vicina ai desolanti palazzoni/alveari ritratti sulla copertina di questo imperdibile romanzo.